Riscaldamento a pannelli radianti a pavimento: cosa c’è da sapere

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La stagione invernale è ormai alle porte e il primo pensiero per tante famiglie italiane è riscaldare casa, cercando di risparmiare sul costo della bolletta e di garantire allo stesso tempo il giusto comfort alle proprie quattro mura. Uno dei sistemi di riscaldamento, che sta ottenendo maggiore riscontro soprattutto nelle case di recente costruzione o durante una fase di ristrutturazione, è quello dell’impianto a pavimento. I pannelli radianti funzionano per irraggiamento e riescono a diffondere calore nell’ambiente domestico. Questi sistemi sfruttano le basse temperature se paragonate a quelle necessarie invece per il funzionamento dei classici termosifoni.

Sebbene vengano considerati accessori moderni e all’ultima moda, in realtà, gli impianti radianti hanno origini antiche. Già gli egiziani utilizzavano un focolare interrato per riscaldare il pavimento e l’ambiente di un locale. Passi in avanti si sono poi fatti con i romani che, a differenza degli egiziani, riuscivano a riscaldare più ambienti di una stessa casa con l’ausilio di un unico focolare.

Pannelli radianti a pavimento: come funzionano?

Decidere di installare un impianto di riscaldamento a pavimento, significa voler assicurare un ambiente sempre confortevole agli inquilini di casa ed ottenere una bolletta meno cara. Certo le spese iniziali, legate all’installazione e ai lavori, sono sicuramente maggiori rispetto a quelle previste per i tradizionali radiatori, ma vengono ammortizzate in poco tempo.

Con l’impianto radiante a pavimento, i tubi vengono collocati all’interno di alcuni pannelli, che possono essere posizionati anche a parete e a soffitto. Sarà una caldaia a regolare il flusso d’acqua calda. I pannelli sono in grado di diffondere il calore a tutto l’ambiente tramite il principio di irraggiamento. La trasmissione avverrà in modo omogeneo, dal basso verso l’alto. Dal pavimento, dunque, al soffitto nel caso in cui i pannelli siano stati installati a pavimento. Con i pannelli radianti, sia che siano a pavimento che a soffitto e a parete, non si vengono a creare movimenti d’aria. Scongiurato anche il pericolo della formazione della polvere e di acari.

Sono numerosi i vantaggi che vengono assicurati dai pannelli radianti. Uno dei valori aggiunti di questo moderno sistema di riscaldamento è sicuramente il risparmio energetico. L’impianto funziona a bassa temperatura, l’acqua non deve raggiungere temperature altissime per rendere l’ambiente caldo. Ma se vogliamo rendere questo sistema ancor più efficiente, allora possiamo collegarlo a sorgenti di calore: la resa aumenta, mentre cala la temperatura. E’ possibile, infatti, installare pompe di calore, pannelli solari, caldaie a condensazione. Niente da temere per la stagione invernale. I pannelli radianti, infatti, possono essere utilizzati anche per raffrescare casa. Due piccioni con una fava, dunque. E si risparmia pure sui costi dei climatizzatori che a questo punto non vanno acquistati.

L’impianto a pannelli radianti viene considerato un sistema di riscaldamento/raffrescamento migliore pure da un punto di vista estetico. Non è ingombrante, non condiziona la libertà di arredo e non crea ostacoli fisici. Con i pannelli radianti non si creano problemi di umidità, né formazione di muffa su pareti ed intonaco. Assente pure la condensa.

E’ chiaro che installare un impianto di riscaldamento a pavimento radiante comporta un impegno diverso rispetto a quello previsto nel caso di termosifoni classici. Bisogna affidarsi a tecnici qualificati ed esperti che, prima dell’installazione, procederanno alla fase progettuale. Bisogna tener conto del tipo di immobile, delle dimensioni, della dispersione termica dell’appartamento, degli elementi che caratterizzano solette e pavimenti e poi passare a scegliere il sistema a pannelli radianti più adatto alle nostre esigenze.

Certo, l’impianto di riscaldamento a pavimento non è consigliato per le abitazioni presenti nei palazzi antichi. Queste case sono caratterizzate, infatti, da un soffitto molto alto e quindi la diffusione del calore potrebbe non avvenire in maniera omogenea in questi locali. Come risolvere per poter installare comunque un simile sistema di riscaldamento? Facile, possiamo costruire un soppalco. Nel momento in cui viene abbassato il livello del soffitto, si garantirà all’intero ambiente un riscaldamento omogeneo e costante. Gli impianti di riscaldamento a pavimento non richiedono una continua manutenzione. Sono resistenti e hanno una lunga durata. Qualora venisse registrato un guasto o un malfunzionamento del sistema, una ditta di tecnici competenti potrebbe riuscire a risolvere il problema anche senza dover intervenire con la rottura del pavimento.

Pavimento radiante: quale tipologia scegliere?

Sul mercato sono tanti i tipi di pavimento radiante; è sbagliato, infatti, credere che esista un solo genere di sistema di riscaldamento a pavimento. Gli impianti variano a seconda del tipo di appartamento (nuovo o da ristrutturare), dello spessore e delle caratteristiche della pavimentazione. Quando si parla di impianto di riscaldamento a pavimento, l’aspetto più importante da prendere in considerazione riguarda la capacità di trattenere il calore. E’ quindi il principio dell’inerzia termica a caratterizzare i vari tipi di impianti. I pavimenti radianti si dividono in impianti ad alta inerzia e a bassa inerzia.

Il riscaldamento a pavimento ad alta inerzia

L’impianto di riscaldamento a pavimento ad alta inerzia è adatto negli ambienti che necessitano di un riscaldamento continuo e costante. Questi sistemi vengono installati negli ospedali, nelle fabbriche e nelle case di riposo per anziani. L’installazione dei sistemi radianti ad alta inerzia prevede che le tubature vengano immerse completamente nel massetto. Spesso, infatti, va realizzato uno strato aggiuntivo tra il rivestimento e la soletta. Il sistema di riscaldamento a pavimento ad alta inerzia viene utilizzato anche per gli appartamenti: in questo caso si utilizzano tubature che vengono collocate in pannelli sagomati o che vengono fissate su una rete metallica. Non è raro ritrovare questi sistemi di riscaldamento all’interno degli edifici industriali. Anche in questo caso i tubi vengono fissati su reti o su tralicci.

Il riscaldamento a pavimento a bassa inerzia

L’impianto di riscaldamento a pavimento a bassa inerzia è anche conosciuto come sistema a secco. Si tratta di impianti sicuramente più moderni in quanto sono prodotti in materiali prefabbricati. Lo spessore è più ridotto rispetto ai sistemi ad alta inerzia e le prestazioni in termini di efficienza energetica sono di gran lunga superiori.

Gli impianti di riscaldamento a pavimento a bassa inerzia, caratterizzati da un massetto molto più leggero, sono ideali soprattutto in caso di ristrutturazione. Una delle principali caratteristiche di questi sistemi è la rapidità con cui il calore viene trasmesso all’intero edificio. Una netta e chiara differenza, dunque,rispetto ad altri sistemi di riscaldamento come i classici radiatori.

La posa di un impianto di riscaldamento a pavimento a bassa inerzia è molto semplice. Inoltre, una volta installato, il pavimento può essere subito calpestato senza alcun timore di compromettere il sistema. Installare un simile impianto in casa significa risparmiare anche sullo spessore. Parliamo di uno spessore ridotto di almeno il 30 per cento rispetto agli altri impianti di riscaldamento a pavimento.

Lo spessore del pavimento radiante a bassa inerzia cambia a seconda dello strato di supporto che viene utilizzato dagli operai. Esistono, infatti, i massetti fluidi (noti pure come autolivellanti) che presentano uno spessore di tre centimetri; quelli con una doppia lastra in acciaio di ben due millimetri; i massetti a secco, invece, di 2,5 centimetri. Se in casa abbiamo piastrelle o il parquet possiamo pure optare per un impianto radiante su un supporto fresato; previsto dunque un massetto tradizionale o autolivellante in gesso-fibra. Si possono scegliere, inoltre, sempre per questi tipi di pavimentazione pure le lastre prefabbricate con uno spessore compreso tra i 9 e i 30 millimetri.