Meglio il riscaldamento a pavimento o tradizionale?

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Qual è la differenza tra il riscaldamento con i termosifoni e un impianto radiante a pavimento? In comune ci sono sia affinità che distinzioni. I due impianti risultano simili perché in entrambi i casi si usa l’acqua per far circolare il calore. Al contempo sono diversi perché cambia sia la modalità di funzionamento che la temperatura di esercizio. Il sistema tradizionale con i caloriferi funziona grazie al principio della trasmissione del calore per convezione. L’impianto di riscaldamento a pavimento, invece, si basa sulla trasmissione del calore per irraggiamento.

Termosifoni e riscaldamento a pavimento: le differenze

Se in una casa sono presenti i radiatori, il calore è accumulato tutto lì dentro. Poi ci sono – stesso all’interno dei caloriferi – alcuni elementi che garantiscono la circolazione dell’aria. Per garantire un ambiente caldo ed accogliente, l’acqua all’interno dei termosifoni deve raggiungere una temperatura di almeno 70°C. Il calore viene così ceduto all’aria che viene poi messa in movimento per rendere omogenea la temperatura in tutti gli ambienti della casa. Ci si rende conto del movimento dell’aria perché nello stesso momento si sposta pure la polvere. Il segnale è dato da macchie nere intorno ai termosifoni.

Completamente diverso il funzionamento degli impianti di riscaldamento a pavimento. In questo caso, infatti, non sussiste alcun movimento dell’aria. La distribuzione del calore è ampia e la temperatura di funzionamento è bassa. Gli impianti radianti possono essere di tre tipi: a pavimento, nelle pareti e nei soffitti. Questi sistemi riscaldano la superficie di un appartamento e diffondono il calore nell’ambiente. L’irraggiamento del calore è evidente anche a diversi metri di distanza. L’aria, dunque, è calda pure se non viene scaldata eccessivamente.

Il consiglio per chi ha in casa un impianto di riscaldamento a pavimento è regolare la temperatura a 17, 18 gradi. Il comfort sarà pari a 22, 23 gradi

I termosifoni: vantaggi e svantaggi

Esistono quattro tipologie di termosifoni: in ghisa, in acciaio, in alluminio e in polipropilene. I radiatori in ghisa vengono realizzati per essere prodotti in stampi. Il rapporto qualità/prezzo è ottimo: i termosifoni sono robusti e durano nel tempo. Inoltre l’ambiente resta caldo anche quando la caldaia viene spenta. Risultano ideali per le zone temperate. Tra gli svantaggi spicca sicuramente l’aspetto estetico: i termosifoni in ghisa sono ingombranti e spesso diventano ricettacolo di polvere.

I caloriferi in acciaio sono malleabili e presentano, sicuramente, un aspetto più originale. Possono essere assemblati come si desidera e spesso diventano veri e propri protagonisti dell’arredo. Questi tipi di termosifoni sono adatti ad ogni clima e godono di una buona resistenza nel tempo. Rispetto agli altri radiatori, hanno un prezzo più alto in quanto diventano spesso elementi d’arredo.

I radiatori in alluminio rappresentano l’anello di congiunzione tra quelli in ghisa e acciaio. Il calore viene rilasciato nell’ambiente in poco tempo; il prezzo è conveniente ed è per questo motivo che si trovano anche negli uffici. L’aspetto negativo riguarda la corrosione interna: il continuo passaggio di acqua calda causa problemi ai termosifoni in alluminio.

I termosifoni in polipropilene sono i più nuovi. Sono molto leggeri e durano negli anni. Non sono soggetti alla polvere e molto convenienti sul piano economico. Qualche incertezza sulle reali prestazioni termiche.

TERMOSIFONII PRO E I CONTRO
GHISAOttimo rapporto qualità/prezzo. Durevoli nel tempo.
Ingombranti e soggetti all'accumulo di polvere.
ACCIAIOAssemblati e disegnati da arredatori di interni.
Prezzo più alto dei radiatori in ghisa.
ALLUMINIOSi adattano ad ogni situazione. I prezzi sono convenienti.
Sono soggetti alla corrosione.
POLIPROPILENESono molto leggeri e durano negli anni. Non sono soggetti alla polvere. Qualche incertezza sulle reali prestazioni termiche

Riscaldamento a pavimento: pro e contro

Il sistema di riscaldamento a pavimento, pur essendo considerato una novità, in realtà risale agli anni Cinquanta. Soprattutto negli ultimi tempi e nelle case di recente costruzione questo impianto viene considerato un’alternativa valida al riscaldamento tradizionale. Uno degli aspetti che viene preso più in considerazione è quello del risparmio energetico: il pavimento radiante permette di diffondere calore in tutti gli ambienti della casa, ma con una temperatura decisamente inferiore ai classici termosifoni.

Questo aspetto consentirà agli inquilini di casa di risparmiare. Inoltre i pannelli radianti consentono un riscaldamento omogeneo, che dal pavimento si espande al soffitto. Questi tipi di impianti funzionano con acqua calda ma si possono adottare pure soluzioni con le pompe di calore. In questo modo i pannelli radianti saranno utili pure in inverno per far circolare l’aria fredda.

Fondamentale, in caso di installazione di riscaldamento a pavimento, è l’affidamento dei lavori a personale competente. Ciò sicuramente determinerà un aumento dei costi ma garantirà un servizio efficiente.

Le serpentine, che trasportano l’acqua calda, devono essere in metallo e polietilene in quanto si tratta di materiali elastici che ben sapranno rispondere alla pressione della pavimentazione o anche al peso dei mobili. Uno degli aspetti più fastidiosi in caso di pavimento radiante è sicuramente un guasto all’impianto.

Gli imprevisti non sono così ricorrenti ma in caso di malfunzionamento dell’impianto spesso si deve ricorrere alla rimozione del pavimento. Talvolta la rimozione della pavimentazione può essere anche solo parziale. Altro consiglio importante è lasciare acceso l’impianto per un’intera giornata in modo da garantire una dispersione del calore in modo omogeneo. Non è consigliabile spegnere l’impianto ed accenderlo più volte.

Il riscaldamento a pavimento, rispetto agli altri tipi di riscaldamento, presenta una spesa iniziale maggiore per i lavori che vanno eseguiti in casa. Con il passare degli anni però la spesa verrà ammortizzata grazie all’abbattimento dei consumi energetici.

Per un perfetto funzionamento del riscaldamento a pavimento si può procedere pure al rifacimento della caldaia, o anche all’introduzione di pompe di calore. Un altro tipo di soluzione prevede pure l’utilizzo di pannelli fotovoltaici.

Caloriferi o riscaldamento a pavimento: cosa e come scegliere?

Scegliere tra i termosifoni e un impianto di riscaldamento a pavimento non è sempre semplice ed ovviamente sono vari i fattori da prendere in considerazione. Se si tratta di un nuovo appartamento, ci si rivolge quasi sempre ad un architetto e si punta alla realizzazione di un sistema nuovo, come il pavimento radiante.

In caso di ristrutturazione di un’abitazione, invece, si punta solitamente a mantenere ciò che è già presente in casa. Si opta, dunque, per un intervento di rimodernamento ma non per una rivoluzione. E’ importante, però, comunque rivolgersi a ditte specializzate.

Per realizzare gli impianti di riscaldamento, sia che si tratti di classici caloriferi o di un sistema di riscaldamento a pavimento, sarà sempre necessario far riferimento a personale competente. Nessun fai da te.

IMPIANTO DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTOTERMOSIFONI
Temperatura: 17-18 gradiTemperatura: 70 gradi
Trasmissione del calore per irraggiamentoTrasmissione del calore per convezione
Nessuno spostamento d'ariaAria ma anche polvere in movimento