Come funziona il riscaldamento a pavimento?

1036
views

L’impianto di riscaldamento a pavimento è tra i sistemi più efficienti. Uno degli aspetti che più lo contraddistingue è sicuramente quello del risparmio energetico. Ma quali sono le sue caratteristiche e perché dovremmo optare per questo sistema di riscaldamento nelle nostre case? Scopriamo insieme le peculiarità di questa forma di climatizzazione e la sua modalità di funzionamento.

Gli impianti di riscaldamento a pavimento sono caratterizzati da tubature – quando funzionano mediante il passaggio di acqua calda – o da resistenze elettriche se ci troviamo in presenza di un sistema elettrico. Sia i tubi che i cavi elettrici sono posizionati sotto la pavimentazione e appoggiati su pannelli radianti.

Nel caso decidessimo di installare un impianto di riscaldamento idrico, l’acqua verrà riscaldata attraverso una caldaia tradizionale, da pompe di calore o anche da un impianto fotovoltaico o solare. Nella parte finale del nostro approfondimento analizzeremo in che modo un impianto di riscaldamento a pavimento funziona ottimamente.

L’impianto di riscaldamento a pavimento e l’irraggiamento: cosa sapere?

Gli impianti di riscaldamento a pavimento trasmettono il calore per irraggiamento. Il caldo viene distribuito in maniera uniforme dal pavimento al soffitto. Non ci sono differenze tra una stanza e l’altra; il calore viene trasmesso, infatti, in modo omogeneo.

I pavimenti radianti comportano un certo vantaggio energetico perché l’impianto funziona a basse temperature. Se paragonati ai termosifoni, gli impianti di riscaldamento a pavimento entrano in azione grazie ad una temperatura dell’acqua pari a 30, 40 gradi. Stessa temperatura sia per gli impianti ad acqua che per quelli elettrici. Parliamo della metà rispetto ai tradizionali radiatori che funzionano a 70 gradi circa.

Il calore con gli impianti di riscaldamento a pavimento circola in modo uniforme. Con i termosifoni, invece, il caldo si concentra soprattutto nella zona in cui è stato installato l’apparecchio. Il risparmio energetico con i pannelli radianti è stimato in circa 25 per cento ogni anno. Non è roba da poco, insomma! Questa forma di riscaldamento, inoltre, tende anche a migliorare la qualità dell’aria. Non vengono sollevate polveri, né il tasso di umidità si alza. Questi sistemi, infine, rispetto ai tradizionali termosifoni non sono ingombranti in quanto sono invisibili all’occhio umano perché collocati sotto il pavimento. I rivestimenti da scegliere sono tanti; la ceramica resta la pavimentazione più adatta.

Impianto di riscaldamento a pavimento e funzionamento ottimale

Gli impianti di riscaldamento a pavimento, come ribadito in precedenza, possono essere alimentati da una caldaia (a condensazione o a pellet) e da pompe di calore. Ma se intendete ottenere un funzionamento ottimale del sistema e dunque una maggiore distribuzione del calore in tutte le stanze, la cosa migliore da fare è mettere in funzione questi sistemi con impianti fotovoltaici o solari termici. 

Si tratta di soluzioni “amiche dell’ambiente” che consentono alle famiglie di poter risparmiare – e non poco – sulla bolletta elettrica e su quella del gas. Questo abbinamento si avvale anche di un funzionamento molto semplice: l’energia, che servirà a riscaldare l’acqua nei tubi presenti sotto la pavimentazione, viene assorbita dai pannelli termici. L’installazione dei pannelli cambia a seconda delle caratteristiche energetiche dell’appartamento.

Per un funzionamento ottimale del sistema ecco cosa ci occorre: un collettore solare, un serbatoio per accumulare l’acqua e un circuito che metta in contatto il collettore, il serbatoio e l’impianto di riscaldamento a pavimento. Andiamo poi a sfatare un mito. L’impianto di riscaldamento a pavimento, collegato ai pannelli solari termici, funziona anche di sera e di notte. Durante il giorno, infatti, l’energia assorbita è sufficiente a rendere l’ambiente domestico sempre caldo ed accogliente. Per chi non si accontentasse c’è la possibilità di utilizzare una forma di energia alternativa.

La diffusione del calore in casa viene infatti misurata in base all’irraggiamento solare e alla posizione della nostra casa. Altri parametri da prendere in considerazione sono il clima della zona in cui ci troviamo e l’esposizione. Quest’ultima deve essere giusta per fare in modo che i pannelli solari possano accumulare quanta più energia solare possibile.

Collettori solari: quali acquistare?

In vendita possiamo trovare ben tre tipi:

  • I collettori vetrati piani sono caratterizzati da vetro plastica e da materiale isolante. Possono raggiungere fino a 70 gradi di temperatura. L’energia del sole viene catturata da una lastra nera e l’acqua si riscalda di conseguenza. Hanno un costo abbordabile ed è questo il motivo che li rende i prediletti in caso di installazione di impianto di riscaldamento a pavimento in casa .
  • I collettori sottovuoto presentano una rete di tubature e un apparecchio – una sorta di lastra nera –  che funge da assorbitore in quanto capta le radiazioni solari e le trasferisce all’acqua. Questi collettori riescono a raggiungere 100 gradi. Vengono considerati superiori, in termini di efficienza, ai collettori vetrati piani ma sono più costosi.
  • I collettori scoperti sono formati da tubi di polipropilene o metallo di colore nero. Al loro interno circola l’acqua. Non presentano isolamento termico; le temperature infatti non vanno oltre i 20 gradi. Questi tipi di collettori non sono ideali per gli impianti di riscaldamento a pavimento.
Articolo precedenteCome risparmiare con il riscaldamento a pavimento: consigli per un funzionamento ottimale
Laureanda in Veterinaria, lettrice 'compulsiva' e appassionata di scrittura. Adoro arricchirmi quotidianamente di nuove conoscenze e fornire informazioni utili a chi voglia saperne di più su come ristrutturare e rendere più efficienti le proprie 'quattro mura'.
CONDIVIDI