Pavimenti per riscaldamento a pavimento: tipi, piastrelle, confronto e tabelle

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Gli impianti di riscaldamento a pavimento rappresentano un sistema di climatizzazione perfetto. Negli ultimi anni hanno ottenuto un forte successo sia per il comfort assicurato agli inquilini di casa che per il notevole risparmio sulla bolletta. Questi sistemi possono essere abbinati, infatti, a fonti energetiche rinnovabili.

Si tratta di circuiti composti da tubature all’interno delle quali circola acqua a bassa temperatura. Gli impianti vengono immersi nel massetto e collocati al di sotto della pavimentazione. La temperatura di esercizio, se confrontata ai tradizionali termosifoni, è molto più bassa perché compresa tra i 30 e i 40 gradi. Per i radiatori occorrono ben 70 gradi; il doppio della temperatura!

Il pavimento giusto per un impianto di riscaldamento a pavimento

Quanto può influire un pavimento sulla resa di un sistema radiante? E’ quello che proveremo a spiegarvi nella nostra guida in modo che possiate scegliere il giusto rivestimento per il vostro impianto di riscaldamento. Partiamo col dire che le tubature, che ospitano l’acqua riscaldata, vengono posizionate su uno strato isolante e immerse nel massetto. La presenza di questa barriera è fondamentale altrimenti il calore andrebbe in parte perso. Certo anche al pavimento toccherà fare il suo dovere per evitare che il calore resti bloccato sotto il rivestimento senza che venga distribuito in tutta la stanza.

C’è una differenza sostanziale tra l’installazione di un impianto di riscaldamento a pavimento in una casa in corso di costruzione e durante la ristrutturazione. Nel secondo caso si procederà in maniera diversa perché c’è una pavimentazione preesistente.

Gres porcellanato
Il materiale giusto per un sistema radiante è il gres porcellanato: la sua conducibilità termica è pari a 1,3 W/(mK). La conducibilità termica dei materiali viene misurata in Watt per Metro Kelvin (mK). Ecco come fare: prendete un metro quadro di materiale che abbia lo spessore di un metro. Poi impostate i due lati ad una temperatura diversa di 1 Kelvin e misurate il flusso in calore in Watt.

Pavimenti e conducibilità termica: la tabella

PAVIMENTOCONDUCIBILITA' TERMICA
Gres porcellanato1,3 W/(mK)
Cotto0,9 W/(mK)
Parquet stratificato ed incollato0,16 W/(mK)
Marmo3,4 W/(mK)
Moquette0,09 W/mK

Esistono pure materiali che hanno una capacità termica maggiore ma che non vengono usati come pavimentazione. Parliamo ad esempio della ghisa che ha una conducibilità termica pari a 50 W/mK. Il rame arriva anche a 390 W/mK. In ghisa vengono realizzati i termosifoni: riescono a trasmettere calore anche quando sono stati spenti.

Questi dati servono a farci capire quanto possa cambiare la resa di un impianto di riscaldamento a pavimento in base alla conducibilità termica del materiale. I fattori da prendere in considerazione quando si progetta e si installa un simile sistema di climatizzazione nelle nostre case sono davvero tanti:

  • Il tipo di pavimentazione;
  • la temperatura dell’acqua che circola nelle tubature e la temperatura ambiente;
  • i materiali dei tubi e il diametro sia interno che esterno;
  • il materiale dell’interasse tra le tubature;
  • lo spessore del massetto;
  • la resistenza termica della pavimentazione (valore opposto rispetto a quello della conducibilità termica)

Per calcolare, infatti, il fabbisogno di calore di un appartamento che va riscaldato, bisogna conoscere per bene una serie di caratteristiche dell’immobile: la superficie, il tipo di edificio, l’altezza, la posizione geografica, l’esposizione al sole, l’orientamento.

Pavimenti e temperatura di mandata dell’acqua: la tabella

La temperatura di mandata dell’acqua di un impianto di riscaldamento a pavimento può cambiare a seconda del pavimento e del materiale di cui è composto. Nella tabella in alto ci sono i parametri fissati per la ceramica, il parquet e la pavimentazione in legno.

I valori da cui bisogna partire per avere un quadro più dettagliato sulla questione sono:

  • la temperatura ambiente prefissata: 20°C
  • la differenza tra la temperatura dell’acqua di mandata e quella di ritorno, impostato a 5 K. Questa fase viene definita anche “salto termico”
  • lo spessore del massetto collocato sopra i tubi: 45 mm
  • i tre livelli di interasse tra le tubature: 10, 15 e 20 cm

Occorre sempre attenersi alla normativa per evitare di commettere errori e di compromettere la resa di un impianto di riscaldamento a pavimento. La norma che fa riferimento ai pannelli radianti è la UNI EN 1264. Da quanto è previsto dalla norma, la potenza termica di un impianto viene calcolata secondo un’equazione che prende come punto di riferimento alcuni parametri: q= B* ab* at* au* ad* ΔΘH.

Ci spieghiamo meglio per i meno esperti:

  • Q è la potenza termica (in W/m²)
  • B è un parametro che vale 6,7 W/m² per un tubo con conduttività λ= 0,35 W/(m*K) e spessore s=2 mm
  • ab è il parametro relativo al tipo di pavimento (in funzione della resistenza termica del rivestimento del pavimento e della conduttività termica dello strato di supporto)
  • at è il parametro relativo al passo tra i tubi (in funzione della resistenza termica del rivestimento del pavimento)
  • au è il parametro relativo al ricoprimento (in funzione del passo dei tubi e della resistenza termica del rivestimento del pavimento)
  • ad è il parametro relativo al diametro esterno del tubo (in funzione del passo e della resistenza termica del rivestimento del pavimento)
  • ΔΘH è il salto termico medio tra le temperature dell’acqua e dell’aria.

Impianto di riscaldamento a pavimento e piastrelle

Il gres porcellanato è il materiale ideale per un impianto di riscaldamento a pavimento. Si tratta di un rivestimento sottile; molto spesso lo spessore delle piastrelle è di pochi millimetri. Ciò significa che il calore viene diffuso in modo costante, omogeneo e capillare.

Nessun problema per il formato delle piastrelle: ne esistono di tutti i tipi. Grandi e piccoli, quadrati e rettangolari. Ognuno può scegliere il rivestimento in giusto in base al proprio gusto e alle esigenze della casa. Le fughe possono avere anche uno spessore molto ridotto in modo da conferire all’ambiente domestico un aspetto elegante, ma senza dover poi rinunciare al risparmio energetico. Le fughe caratterizzato da uno spessore maggiore, tipiche di altri pavimenti, sono solite causare una dispersione del calore.

La posa delle piastrelle del gres porcellanato viene eseguita in modo tale da evitare che ci sia dispersione del calore e con un impasto caratterizzato da materiali naturali affinché non non ci sia la circolazione di sostanze nocive nell’aria. Occhio alla colla, dunque! Ci ritroveremo – se rispettiamo le giuste regole  – a fare i conti con un materiale traspirante, resistente e flessibile, nonché ideale per un impianto di riscaldamento a pavimento.

Le piastrelle in gres porcellanato vengono preferite rispetto agli altri tipi di pavimentazione anche per la loro elevata adattabilità. Esistono tantissimi prodotti in vendita “made in Italy”, funzionali per ottenere il risparmio energetico. Cotto, grès, ceramica, resine, laminati: sono tutti i tipi di pavimentazione che si sposano perfettamente con un sistema radiante. E il parquet? E’ tra i rivestimenti sicuramente più utilizzati quando si sceglie di installare in casa un impianto di riscaldamento a pavimento, ma è opportuno conoscere qualche trucchetto. Ve li sveliamo in modo da non commettere errori nella fase della scelta:

  • Il legno deve essere stabile e resistente ai cambiamenti di temperatura. Uno dei legni più consigliati per il parquet è ad esempio il teak;
  • Vanno usati elementi di dimensioni ridotte: è la strategia giusta per evitare la formazione di fessure spesso causate dal cambiamento della temperatura;
  • I pavimenti in legno vanno incollati con colle specifiche, elastiche e naturali in modo da permettere i movimenti del parquet. Le colle dovranno essere anche resistenti alle alte temperature
  • Con il parquet si può optare anche per i pavimenti galleggianti. Il nostro suggerimento è quello di affidarsi sempre a personale qualificato e competente in materia.

Pavimenti e resa termica: la tabella