Come umidificare l’aria con il riscaldamento a pavimento?

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Il riscaldamento a pavimento è sempre più quotato nelle case degli italiani, ma non mancano curiosità e interrogativi tra chi è più scettico. Chi è fedele ai termosifoni ha, infatti, ancora qualche dubbio su come umidificare l’ambiente con questa nuova tecnologia. Una scelta, quella di installare il riscaldamento a pavimento negli appartamenti, effettuata da tante famiglie del nostro Paese e soprattutto da novelle coppie di sposi in particolare per le detrazioni fiscali.

Negli ultimi tempi, inoltre, è aumentato pure il numero degli installatori. Mentre prima l’installazione di un riscaldamento a pavimento era competenza di pochi, ora sono tanti gli esperti pronti a realizzare moderni ed efficienti impianti durante la costruzione o la ristrutturazione di appartamenti ed uffici.

Le soluzioni per umidificare l’ambiente

Se da un lato il ricambio dell’aria è sempre il consiglio più semplice da seguire per umidificare l’aria, c’è pure chi opta, durante la stagione estiva, per il passaggio dell’acqua fredda nei tubi dell’impianto. Quando sale la temperatura è possibile, infatti, sostituire l’acqua calda con quella fredda nelle tubature. Et voilà il gioco è fatto: l’aria non sarà più secca, ma si avvertirà subito il raffrescamento dell’ambiente.

Il riscaldamento a pavimento non è utile, dunque, solo nella stagione invernale per rendere le mura di casa più accoglienti ma anche quando all’esterno il sole cocente si farà sentire.

Gli umidificatori sono validi alleati

Come umidificare l’aria se non con un umidificatore? In fondo la stessa parola ci spiega che questo apparecchio elettrico, che genera vapore acqueo per mantenere il livello di umidità corretto nell’aria, sarà il nostro alleato in caso di installazione del riscaldamento a pavimento. L’umidificatore rappresenta pure un valido toccasana contro le patologie delle vie respiratorie. E si sa che a soffrirne di più siano anziani e bambini.

L’erogazione del vapore cambia in base alla quantità di acqua che si mette nel serbatoio: il flusso può essere regolato così come si preferisce. La durata dell’erogazione varia a seconda della quantità di acqua che si può inserire nel serbatoio. È solitamente possibile regolare il flusso di vapore a seconda delle proprie preferenze. L’umidificatore risulta un valido alleato soprattutto per coloro che combattono contro una percentuale di umidità troppo bassa.

Gli umidificatori a caldo e a freddo: quali scegliere

Esistono due tipologie di umidificatori: a caldo e a freddo. Vi daremo semplici indicazioni per comprenderne le differenze. Con gli umidificatori, detti “a caldo”, la produzione del vapore deriva dall’ebollizione dell’acqua attraverso un processo detto resistenza elettrica. In questo caso il vapore sarà considerato sterile e non ci saranno rischi legati alla proliferazione di batteri. Diverso il caso degli umidificatori “a freddo”: l’evaporazione si ottiene tramite nebulizzatori ultrasonici. Si tratta di apparecchiature che vanno disinfettate ogni giorno. Utile in questi casi anche l’amuchina.

Tra le varie possibilità offerte per regolare il tasso di umidità dell’aria vi è poi quella che prevede la presenza in casa di deumidificatore. Una scelta saggia per chi soprattutto teme la formazione di muffa, che può causare seri rischi alla nostra salute.

Termostati e consumi: ecco come fare

Anche i termostati possono aiutare a “vaporizzare” l’aria quando si ha un riscaldamento a pavimento. Queste apparecchiature, infatti, servono a gestire nel modo migliore temperatura e umidità dell’abitazione. Ma non c’è solo il comfort come vantaggio ma anche e soprattutto i consumi in quanto i termostati “pesano” le prestazioni energetiche.

Oggi anche con uno smartphone si possono conoscere in tempo reale le spese. Il termostato connesso ci illustrerà come ottimizzare i consumi.

La corretta umidità dell’ambiente di casa

Risulta fondamentale in ogni ambiente, domestico e di lavoro, assicurare una giusta umidità. Una priorità che aumenta durante la stagione invernale quando si vive in spazi riscaldati. Da evitare sicuramente un ambiente troppo secco, che può provocare irritazioni alle vie aeree. Ma non è sicuramente preferibile un ambiente troppo umido. In questo caso si potrebbe fare i conti con la muffa.

Gli esperti consigliano di mantenere i livelli di umidità tra il 40% e il 60%, mentre la temperatura deve essere compresa tra 20 e 22°C. Un termo-igrometro potrà essere utile per tenere sotto controllo umidità e temperatura.

Il ricambio dell’aria per umidificare le stanze

I consigli della nonna risultano spesso i più facili ed efficaci. Insomma quale modo migliore per umidificare casa se non quello di ricambiare l’aria ogni giorno e anche più volte durante la giornata? Aprite anche la finestra in inverno, dunque, nonostante in tanti siano più restii quando fa freddo. I vetri delle finestre vanno aperti e lasciati tali anche per un po’ di tempo per garantire il ricambio dell’aria. Una strategia vincente pure per far fronte alla polvere che spesso si annida nelle nostre abitazioni.

Ultimo consiglio, ma non meno importante, riguarda la regolazione della temperatura del riscaldamento a pavimento: bisogna tener conto della temperatura esterna ma solitamente la scelta giusta è quella che la vede impostata sui 20 – 22 °C.